La Fiera di Marzo

MarchioLa Fiera di Lonigo ha le sue origini nella tradizione popolare e religiosa. Si tramanda che il giorno 30 aprile del 1486 (o il 29 secondo altre fonti), di ritorno dal mercato del lunedì, due ciabattini di Verona, Giovanni Antonio e Guglielmo, aggredirono uno sventurato compagno di viaggio, di nome Giovanpietro, con l'intento di derubarlo, e alla fine lo uccisero. Si nascosero poi, nella chiesetta abbandonata di S. Pietro, nella frazione di Pavarano, per dividersi il bottino. Qui uno dei due assassini sfregiò con un pugnale l'immagine della Madonna, dipinta su un tabernacolo, che pareva osservarli.
Ed ecco il prodigio: la Madonna “si riparò l'occhio ferito con la sinistra mano, mentre l'altra piegossi sulla ferita del petto”.

Papa Innocenzo VIII fece edificare sul luogo del prodigio un santuario e un monastero, affidandone la cura ai padri Olivetani. Per tre secoli, tra marzo e aprile, nel piazzale davanti alla basilica si ritrovarono i fedeli che, in seguito al diffondersi della fama del miracolo, giungevano dalle più lontane contrade per venerare la Madonna.

L'appuntamento religioso divenne in seguito motivo di incontri, di affari e di contrattazioni, in pratica una fiera, abbandonando progressivamente il carattere religioso per assumere sempre più un'importanza economica.
Nell'anno 1806 la fiera fu spostata entro le mura cittadine e, durante tutto l'ottocento e la prima metà del novecento, divenne famosa soprattutto per l'esposizione e il commercio dei cavalli.
Nel secondo dopoguerra la Fiera di Lonigo perse l'originario prestigio a vantaggio di altre manifestazioni meno ricche di storia ma meglio collegate alla nuova realtà socio-economica.

FieraDal 1986, anno del cinquecentenario, la Fiera di Lonigo, ha riacquistato il ruolo centrale nell'economia del Basso Vicentino e Veronese che le spetta di diritto.
Questo ruolo è riconfermato di anno in anno dal numero sempre crescente di visitatori e di operatori economici interessati ai vari settori espositivi, in particolare quello della meccanica applicata alla coltivazione e allo sfruttamento del territorio agricolo.
Lo scopo principale della rassegna è proporre le più moderne tecnologie industriali e artigianali applicate all'agricoltura, per contribuire al miglioramento della lavorazione e della produzione a livello quantitativo e, soprattutto, qualitativo.

Negli ultimi anni, accanto alla tradizionale mostra delle macchine agricole, si sono affiancati i prodotti dell'artigianato e del commercio locale.
La Fiera punta, infatti, con maturata consapevolezza delle proprie potenzialità, a diventare reale e concreto epicentro economico del Basso Vicentino e del Basso Veronese.
La manifestazione ha assunto una nuova dimensione e fisionomia, e non solo si rivolge agli operatori del settore agricolo, ma anche ad un pubblico più eterogeneo, per dare la possibilità agli stessi operatori di presentare i loro prodotti ad un pubblico più vasto.

L'afflusso di persone e l'interesse riscontrato dalle varie esposizioni sottolineano la vitalità e la buona salute dell'economia leonicena che nella Fiera hanno trovato una vetrina d'eccezione.
Non mancano infine, degna cornice, manifestazioni di carattere sportivo, culturale e gastronomico, queste ultime particolarmente gradite, in quanto permettono di gustare i prodotti tipici della cucina veneta, accompagnati dalla degustazione dei rinomati vini D.O.C. locali.

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